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Kosovo: alba di un nuovo conflitto?

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Il rosso che sta a simboleggiare il sangue versato dal popolo serbo, il blu che sta ad indicare il mare da cui era bagnato il Regno di Serbia, il bianco che rappresenta l’innocenza e l’aquila bicefala, della dinastia Nemanjić. Questo il tricolore serbo che questa notte è stato esposto in tutte le finestre delle case, dei negozi e dei bar a Mitrovica, città del nord del Kosovo che accoglie la più grande enclave serba della regione.

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[Esclusiva] Intervista a Padre Michael Rabahieh, parroco della chiesa di St. George di Homs

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Ricordate il matrimonio di Fadi e Rana celebrato tra le macerie della chiesa greco-ortodossa di St. George, ad Homs? Sì, proprio la chiesa senza tetto colpita e distrutta da Daesh, la stessa chiesa che abbiamo visitato durante la nostra missione in Siria nel febbraio del 2016. Qualche settimana fa siamo riusciti a metterci in contatto con loro, in quest’intervista leggerete cosa ci hanno raccontato. Lasciamo la parola al parroco della parrocchia, il Santo Padre Michael Rabahieh.

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Strage di Cristiani

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Attentato sventato a Dečani

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È il 30 gennaio del 2016 quando a Dečani, città situata ad ovest del Kosovo molto vicina al confine con l’Albania, davanti allo storico monastero ortodosso, patrimonio dell’UNESCO, la KFOR ferma un’auto sospetta. È sera, le temperature sono rigide e per quella strada difficilmente passa qualcuno quando fa buio. I militari vedono una Volkswagen bianca con all’interno quattro uomini e, durante la perquisizione, trovano un AK47, una pistola e molte munizioni.

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Un matrimonio tra le macerie

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No, non c’è stato Enzo Miccio e nessuna puntata televisiva è stata dedicata a questo matrimonio. Nessun wedding planner, nessun direttore artistico né alla cerimonia né al ricevimento. Nella chiesa greco-ortodossa di St. George, ad Homs, non c’erano archi di fiori o macchine d’epoca in sosta nel parcheggio, niente giochi di luce ad illuminarne le navate, nessun musicista d’eccezione.

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KFOR: aiuto alla popolazione o presenza ingombrante?

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Nella stessa settimana in cui il governo kosovaro ha deciso di alzare del 100% i dazi doganali il Primo Ministro Haradinaj non ci pensa nemmeno a far calare la tensione. Così ieri si è presentato, insieme al governo albanese, alla “Festa della bandiera” che si tiene il 28 novembre per ricordare l’indipendenza dell’Albania dall’Impero Ottomano e, nella stessa giornata, si ricorda la nascita di Adem Jashari terrorista e fondatore dell’UCK.

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Bambini di Betlemme, storie di un abbandono

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ono molte le storie che abbiamo avuto la possibilità di ascoltare nelle nostre missioni con Una Voce nel Silenzio. Storie a volte liete a volte meno, che ci hanno consentito molto spesso di comprendere la realtà di un territorio proprio attraverso coloro i quali ce le trasmettevano. Come per esempio quando in Palestina andammo a visitare la Crèche di Betlemme, una struttura all’interno della quale vengono assistiti bambini in difficoltà.

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Siria: resistere, rialzarsi, ricostruire

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Il 19 novembre, il comando generale dell’esercito siriano ha dichiarato ufficialmente libera dai terroristi di Daesh l’intera regione meridionale della Siria. [1] Se l’avanzata delle truppe governative prosegue senza sosta per eliminare le ultime tracce di gruppi armati legati ad Is nel territorio nazionale, di pari passo si intensificano i lavori di ricostruzione laddove gli stessi hanno portato terrore e devastazione.

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Arafat: Il leone della Palestina

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Ormai 14 anni fa moriva Yāsser ʿArafāt. L’uomo che per oltre 35 anni fu il leader politico della nazione palestinese. Divenne infatti nel 1969 presidente dell’OLP, Organizzazione per la Liberazione della Palestina. Successivamente, nel 1994, divenne presidente e Ministro dell’Interno dell’Autorità nazionale palestinese, nata dagli accordi di Oslo. In realtà, l’impegno politico di Arafāt ha radici più antiche che risalgono a quando, spostatosi in Kuwait per lavorare come ingegnere, collaborò alla fondazione nel 1957 di al-Fataḥ, organizzazione che ebbe sempre come obiettivo la creazione di uno Stato palestinese indipendente.

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